Lo scorso 12-13-14 novembre si è tenuto il Virtual Congress “NOI SIAMO UNO: TERAPIA INTEGRATA PER LA PREVENZIONE E LA CURA DEL TRAUMA”.

 

L’evento ha visto una molteplicità di contributi che sono andati ad affiancarsi tra loro, come vere tessere di un puzzle, rivelandosi un bellissimo viaggio nel flusso dell’integrazione.

 

Il discorso corale ha preso il via spontaneamente, e inevitabilmente, da una serie di considerazioni sull’esperienza di quasi due anni di pandemia.

 

Abbiamo avuto modo di riflettere su ciò che è trauma e ciò che trauma non è, e su quanto questo sia una distinguo cruciale nell’approccio al paziente e ai suoi bisogni.

 

Ci siamo soffermati sulla toccante realtà e sui vissuti degli operatori sanitari e delle persone ricoverate in tempo di Covid, sulla minaccia che comportano solitudine e isolamento per gli animali sociali che siamo noi esseri umani; con un’attenzione speciale al senso di interconnessione e alla sfera della spiritualità, specialmente quell’emanazione concreta che sono la presenza mentale, la compassione e l’auto-compassione all’interno della relazione, in particolare della relazione terapeutica.

 

In questo ci è stato di grande aiuto indagare l’incredibile piattaforma neurale che è il nervo vago e fare la conoscenza – anche in senso incarnato, attraverso tutte le pratiche Yoga offerte – dell’interocezione: quella forma di “sentire” che, secondo le neuroscienze, costituisce una delle basi dell’empatia attraverso la conoscenza di noi stessi e dell’altro.

 

Non sono mancati riferimenti allo spaccato sociale e alla cornice intersezionale come chiave di lettura del trauma.

 

Visto attraverso tante lenti, tutte diverse e tutte complementari, è più che mai chiaro che il trauma è qualcosa che tocca tutto e tocca tutti.

Per questo la presa in carico del trauma (delle persone traumatizzate, ma ancor prima del concetto stesso di trauma) richiede un dialogo aperto e permanente tra parti, l’unione delle forze e interventi collaborativi perché tutte le sfere significative della società – dalla sanità, all’istruzione, alla politica, alla giurisprudenza, ai media, solo per citarne alcune – possano evolversi verso un approccio trauma-informed.

 

Un rischio delle situazioni traumatiche, soprattutto in caso di trauma complesso e trauma nei minori, è quello di restare sconosciute e invisibili. Parlarne, condividere conoscenze, portare alla luce bisogni e criticità sul tema significa provare a restituire a molte persone sofferenti il diritto alla salute e il diritto a una vita dignitosa: diritti umani inalienabili.

 

Questo incontro vuole essere il primo di una serie. L’appuntamento quindi è per l’anno prossimo, con la speranza di tornare a incontrarci in presenza…

 

Per chi non ha potuto partecipare al Virtual Congress “NOI SIAMO UNO: TERAPIA INTEGRATA PER LA PREVENZIONE E LA CURA DEL TRAUMA” sul sito dedicato all’evento è ora disponibile per l’acquisto la registrazione di tutte e tre le giornate.

 

Per maggiori informazioni: https://www.terapiaintegrata2021.it/

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